Lo so, è solo un orologio al quarzo, ma come tutti gli orologi al quarzo dei primi anni ’70 non manca di un certo interesse, perché in quel momento tutte le grandi case furono impegnate nel proporre soluzioni a volte veramente ardite (O. Megaquartz, L. Ultraquartz ecc.). Nel caso del Micro Quartz, una piccola curiosità meccanica lo rende piuttosto interessante.
Alla fine degli anni '60 anche Roamer era stata costretta ad una profonda ristrutturazione industriale, così come avvenne per la maggior parte dei marchi svizzeri dell'epoca: diminuzione e razionalizzazione del numero dei calibri meccanici, manuali e automatici, e avvio della ricerca e produzione del quarzo. Per quest'ultimo motivo Roamer strinse un accordo di collaborazione nel 1971 con la General Time USA che porterà alla nascita nel 1975 del Micro Quartz, orologio con frequenza di 32768 Hz (indicati anche sul quadrante!), con scappamento ad ancora analogo a quello di un orologio meccanico, soluzione originale che verrà adottata anche da altre case, non ultima Rolex per l’Oysterquartz (1977): la frequenza viene demoltiplicata di 16 volte fino ad ottenere un impulso ogni secondo esatto, trasmesso mediante un motore passo-passo dall’ancora alla ruota dei secondi posta al centro (detto così a grandi linee, salvo correzioni gradite).
http://www.youtube.com/watch?v=kKThw_stArU

(Bibliografia: Anton Kreuzer Armbanduhren, Nikol-Verlag)



